Ogni viaggiatore che si rispetti tiene un diario di bordo. Raccontare è come viaggiare, e se non porti con te un po' dell'altro, i tuoi orizzonti saranno sempre ridotti a quello che hai creduto di vedere.


Antonello Messina



lunedì 25 febbraio 2013

L’orrore del contemporaneo.



Pensavo e meditavo sui musei, sulle gallerie d’arte, su certa stampa, alla commercializzazione dell’arte, a quella moltitudine di fondazioni,  banche, istituti di cultura, ministeri, (e chi li amministra) a come elargiscono il denaro pubblico e pilotano quello privato.
Al concetto d’arte e alla proposta dell’artista « moderno » sempre piu spesso ridotta alla semplice ricerca dello strampalato e del bislacco (spesso copiato maldestramente anche quello) non come messaggio per la società, non come ricerca di nuovi idiomi intellettuali ed artistici, ma solo come apparenza mediatica e sfoggio di inutilità che in tempi inutili come questi vengono probabilmente e giustamente assurti ad arte. 
Arte : parola che un tempo era sinonimo di capacità, e che oggi vive e sopravvive solo come concetto intangibile, affollando le sale dei musei, format televisivi e facendo capitolare definitivamente l’arte e soprattutto il pubblico, ridotto a testimone di uno zoo in cui l’unico animale è l’uomo spettatore. 
Penso a tutti questi giovanotti ora eleganti, ora barbuti, che grazie ad installazioni da milioni di dollari, euro, franchi spendendosi tra un brunch a Roma, New York,  ed un happy hour a Londra, dovrebbero dunque illustrarci le contraddizioni del nostro tempo, le guerre, la fame, le carestie culturali, attraverso i patinati sentieri dell’arte moderna,  salvacondotto di bellezza, di cui aver rispetto, da ossequiare.

In un non essere artista « moderno » io vivo, ed in mezzo a pennelli, colori, palette e tanfo di  vernici,  mi spendo volutamente in un altro tempo, un tempo vecchio, inutile al consumismo, inutile al profitto, lezzo di vetusto, di olio di lino, dove l’artista e l'arte volutamente muore, ma soprattutto non nasce e fiorisce strisciando una carta di credito o leccando la borsa di un sottoministro.




Alcuni esempi di orrori di arte contemporanea


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